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Gianmarco Ferrioli: un ponte tra Italia e Ucraina

Chiesa Di Legno e ponte_Foto Di Gianmarco

Io e Gianmarco Ferrioli ci siamo conosciuti grazie ad un contatto in comune. Ci siamo incontrati sabato 12 marzo a Verona, alle porte della chiesa di Madonna di Campagna, dove lui è cresciuto. Gianmarco è un imprenditore che lavorava in Ucraina. Mi ha raccontato i suoi obiettivi in ambito professionale e di come ora è attivo per aiutare il paese e le persone che lo hanno accolto con tanto amore. Grazie Gianmarco perché nonostante questi giorni per te veramente intensi sei stato molto disponibile.

Intervista a Gianmarco Ferrioli

Che cosa ti ha spinto a trasferirti in un paese quasi semisconosciuto come l’Ucraina?

Innanzitutto mia moglie è ucraina. Ci siamo conosciuti seguendo le lezioni di un corso di formazione. Insieme abbiamo valutato tutte le potenzialità. L’Ucraina è un paese ricco di tradizioni, cultura e bellezze naturali e artistiche. Conta sette siti tutelati dall’UNESCO, sei culturali e uno naturale.

Il primo, la capitale Kiev, fu iscritto nel 1990 e comprende la cattedrale di Santa Sofia con le cupole in oro e verde ed il monastero ortodosso di PecherSka Lavra. Gli altri siti sono il centro storico di Leopoli, l’arco geodetico di Struve, le foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e le tserkvas, chiese in legno tipiche di questa regione. Infine, l’antica città di Chersoneso, fondata tra il V e VI sec a.C., e la residenza dei metropoliti bucovini e dalmati. L’Unesco ha riconosciuto come patrimonio mondiale anche tre siti immateriali: la pittura del villaggio di Petrykivka, le canzoni cosacche e la ceramica dipinta di Kosiv. In futuro a questo elenco potrebbero aggiungersi altre meraviglie in quanto l’Ucraina ha fatto richiesta per il riconoscimento di almeno altri 15 siti.

Come Gianmarco Ferrioli opera concretamente

In che cosa consiste il vostro lavoro?

Abbiamo iniziato il nostro percorso lavorativo due anni fa quando ci siamo trasferiti in Ucraina. Purtroppo, a causa della pandemia, non siamo ancora riusciti a realizzare il progetto come avremmo desiderato. La nostra azienda è nata per essere un ponte economico, culturale e commerciale tra i nostri paesi. Il nostro logo, infatti, è il ponte di Rialto e l’obbiettivo principale è far conoscere l’Ucraina agli italiani e L’Italia agli ucraini.

Se da un lato come popolazioni abbiamo molto in comune dall’altro per motivi storici-politici ci siamo divisi nel corso degli anni. La realtà ucraina e la realtà italiana hanno punti di contatto incredibili. Odessa, ad esempio, è una città napoletana. Leopoli, ex capitale della Galizia-Volinia, ospita al centro della sua piazza il leone di San Marco, in quanto era la sede del corrispondente di Venezia.

A livello naturalistico e paesaggistico la bellezza dei Carpazi è straordinaria e unica al mondo. Questa area è un enorme polmone verde dove si possono percorrere ore ed ore in macchina senza mai uscire dal bosco. Avremmo voluto accompagnare i turisti a scoprire le meraviglie delle città antiche, della natura e la bontà della cucina con i suoi piatti tipici e la sua grande varietà di sapori.

Pranzo In Ucraina
Pranzo di Gianmarco in Ucraina

Un ponte culturale quindi, ma anche un ponte commerciale. In Ucraina sono presenti marche italiane di alta qualità. Nella prima fase del nostro lavoro, non potendo organizzare viaggi, ci siamo concentrati sul mercato e sul marketing. Siamo di fronte ad una rivoluzione dei gusti e anche dei consumi ucraini, che stanno mirando sempre più verso quelli occidentali. La popolazione si sta rivolgendo a prodotti salutistici (come l’olio extra vergine d’oliva) seguendo la dieta mediterranea. Il nostro primo passo sarebbe stato proporre gemellaggi per favorire la conoscenza reciproca e lo scambio.

Infatti “per quanto la saggezza personale sia importante, non può cambiare il mondo se non si allea alla forma del potere”. Per conoscere un paese e la sua cultura ci devono essere due realtà che dialogano. I nostri ponti si svilupperanno sotto vari aspetti (nel vino, nella pasta, nel turismo, nelle SPA ecc…)

Dall’Italia all’Ucraina andata e ritorno

In Ucraina dove abitavate e come è stato il viaggio verso l’Italia?

Abitavamo a Rivne, a metà tra Leopoli e Kiev, le città più importanti a livello economico di importazione. Il giorno dopo che siamo partiti hanno bombardato il piccolo aeroporto vicino. Quando torneremo in Ucraina ci trasferiremo a Leopoli, una città ricca di arte, storia e cultura. Leopoli ospita uno dei principali aeroporti ed è pronta ad accogliere i turisti.

Io, mia moglie e Porto (Porto è un simpatico cagnolone tutto nero molto socievole che sta ascoltando con attenzione la nostra conversazione) siamo arrivati a Verona sabato scorso. Abbiamo caricato tutto quello che riuscivamo in macchina e siamo partiti. Le immagini con le lunghe code di auto incolonnate non rendono l’idea di come era la situazione.

Per percorrere 2 km e mezzo ci abbiamo impiegato quasi 2 giorni. Di notte si procedeva di appena qualche metro all’ora e come sottofondo ci accompagnava il rumore dei trolley delle persone che avanzavano a piedi per oltrepassare il confine e scappare dalla guerra.

Lo scoppio inaspettato della guerra

C’erano presagi che sarebbe scoppiata la guerra?

Nessuno. Proprio il mercoledì prima, il 23, abbiamo firmato un contratto molto importante e alla sera siamo usciti a festeggiare. Il contratto riguardava l’acquisto di prodotti (non di prima necessità) da parte di una catena con oltre 1400 punti vendita. Questo è l’esempio di un’Ucraina in cerca di cambiamento e di sviluppo.

Si dava per possibile, ma poco probabile, l’avanzata delle truppe nei territori contesi che volevano l’indipendenza. Nessuno si aspettava quello che poi è successo di lì a breve

Come si sentono i vostri amici in Ucraina?

Se molte persone hanno lasciato l’Ucraina, la maggior parte sono rimaste. L’effetto dell’attacco è stato di unire e coalizzare il popolo ucraino, altrimenti molto diviso. Gli amici in Ucraina sono consapevoli che ci sono situazioni al limite e crimini di guerra ma in cuor loro stanno vincendo. Non è un popolo, quello ucraino, che si sente sconfitto, anzi, sente che può farcela!

In che modo la città di Verona è parte attiva

Come sei operativo a Verona? (Mentre parliamo risponde a varie chiamate, tra cui quella di un sindaco)

In Ucraina ho lasciato dei fratelli e una popolazione che mi ha accolto con grande ospitalità, quindi qui a Verona devo darmi da fare. Ci siamo attivati subito e abbiamo girato la nostra rete commerciale in rete umanitaria.

Siamo attivi in particolare su tre fronti: la raccolta fondi per la cardiologia di Kiev.  Stiamo sostenendo una nostra amica, una cardiologa che collaborava con noi sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso la corretta alimentazione. Lei adesso è in prima linea e riceve donazioni sul conto intestato alla cardiologia. Siamo operativi in magazzino. Io tengo i contatti con i trasportatori e i finanziatori.

Finanziatori come Confindustria, che ci sta aiutando a livello istituzionale, oppure i privati che hanno messo a disposizione i propri magazzini e gli imprenditori italiani che in Ucraina  pagano di tasca propria i camion per farli arrivare.

Il magazzino è colmo di materiali e di generi di prima necessità da sistemare e far partire. Tutto è coordinato con l’ambasciata e ci muoviamo in maniera ufficiale con i timbri necessari. Con l’occasione vorrei ringraziare l’ambasciatore Pier Francesco Zazo e tutto lo staff perché stanno facendo un lavoro incredibile in questo frangente umano.

Infine, c’è la parte dei rifugiati. Cerchiamo di mettere in rete i comuni, i privati e le associazioni per dare accoglienza ai casi particolari. Nella fattispecie abbiamo appena accolto due sorelle con le rispettive figlie. Purtroppo una delle due madri ha un tumore in metastasi in stadio avanzato. Ci sono quindi situazioni da trattare molto delicatamente, ma con prontezza.

Come i cittadini possono rispondere concretamente

Che cosa possiamo fare per aiutare?

Innanzitutto, continuare le raccolte degli alimenti, dei medicinali e dei prodotti per l’igiene,  organizzate dalle varie associazioni, tra cui Malve e Ana, le parrocchie e la protezione civile.

Abbiamo necessità, in particolare, di cibo in scatola a lunga conservazione e di bottigliette di acqua. L’acqua sta diventando una vera emergenza.

Chi vuole può aiutarmi a sistemare il magazzino degli aiuti umanitari (sono contattabile su Facebook), c’è sempre bisogno di manodopera ed è una palestra gratuita che riempie il cuore di gioia.

Inoltre, potete donare direttamente alla cardiologia di Kiev: serve poter acquistare materiale e medicinali, sia durante che dopo una guerra.

Beneficiario: cardiolog.fond. In. M.d.strazheska – Causale: aiuti Italia

Che cosa potremmo fare in futuro?

Sarà molto importante, non appena possibile, tornare a viaggiare e visitare l’Ucraina. Non solo sarà un’esperienza incredibile ricca di emozioni, ma un vero aiuto umanitario per supportare il paese a rialzarsi e crescere. Grazie Gianmarco Ferrioli per la chiacchierata e complimenti per quanto stai facendo. Chissà… forse ci rivedremo in Ucraina!

Gianmarco Ferrioli: un ponte tra Italia e Ucraina ultima modifica: 2022-03-31T09:30:00+02:00 da Martina Agnoli

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Julieta B. Mollo

Bell’articolo 😊

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