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MITI E LEGGENDE TRADIZIONI

Halloween e altre tradizioni: come si festeggia il giorno di Ognissanti in Veneto

Halloween

Quando si parla di Halloween non possiamo che pensare a maschere spaventose, zucche, ma anche ai numerosi racconti del mistero che da sempre ci affascinano. Halloween, così come noi la conosciamo, ha trovato il suo territorio fertile proprio negli Stati Uniti e in linea generale nei Paesi anglosassoni. Eppure, non tutti sanno che anche in Veneto, vi erano delle usanze molto sentite legate proprio a questi giorni.

Come nasce Halloween?

Halloween Bambini

Partiamo ora da una premessa: quali sono le origini di Halloween? Se è vero che l’attuale concezione di questa festa è tutta statunitense, è altrettanto vero che le sue origini vanno ricercate altrove e precisamente presso i celti che festeggiavano l’antichissima festa di Samhain (tradotto “fine dell’estate”). Questo periodo dell’anno, com’è intuibile pensare, è cruciale perché avviene il passaggio dal caldo periodo estivo alla fredda stagione invernale. Oltre a ciò, complici anche le temperature miti, questo è periodo particolarmente propizio per il raccolto.

Il culto celtico però è profondamente legato alla notte di Samhain. È proprio durante questa notte che, secondo la tradizione, i morti attraversano il mondo terreno e possono tornare ad entrare in contatto con i vivi. In questo senso la festa di Samhain aveva anche una forte valenza spirituale e per le persone diventava un modo per ricordare chi non c’era più.

Come si festeggiava Ognissanti in Veneto?

Halloween Veneto

Torniamo alla nostra domanda iniziale: in Veneto come si festeggiavano questi giorni? Ottobre e novembre, si sa, è il periodo dell’anno durante il quale le zucche diventano protagoniste della nostra tavola, ma non solo. Anche qui le zucche venivano svuotate, intagliate e poi al loro interno poste delle candele. Chiamate “lumere” o ancora “suche baruche”, venivano esposte in modo ben visibile su balconi e davanzali. Si riteneva infatti che la luce delle lanterne potesse guidare le anime dei nostri cari.

In modo molto simile a quanto avveniva nei Paesi anglosassoni, questo tipo di zucche venivano usate dai ragazzini per vagare lungo le strade; quindi, bussavano alla porta di ogni famiglia per chiedere dolcezze come nocciole o ancora castagne e altra frutta secca. Da qui l’usanza di preparare il cosiddetto “piatto dei morti” e che andava a costituire una sorta di dono per le anime.

Halloween e altre tradizioni: come si festeggia il giorno di Ognissanti in Veneto ultima modifica: 2022-10-31T09:30:00+01:00 da Valentina Mericio

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