Il campo di lavoro di Pol - una storia poco conosciuta- itBussolengo

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Il campo di lavoro P.G. 148 DI POL – una storia poco conosciuta

Casa Ufficiali

Il campo di lavoro di Pol- la costruzione

A Pol si trovano i resti di quello che è stato uno dei più importanti campi di lavoro P.G. ( acronimo di prigionieri di guerra) della nostra zona e che faceva capo ad un’altra decina di campi satellite sparsi nella provincia veronese.

I fatti, ben ricostruiti nel sito www.powitalia.jimdofree.com grazie ad un esaustivo testo di Mauro Vittorio Quattrina, sono tutti ben documentati dal Maggiore della Riserva del Regio Esercito Aldo Giovanni Castelli, all’epoca Comandante del Campo ed incaricato della sua realizzazione nel 1942.

Il campo, costruito ex novo, aveva una capienza prevista di 788 prigionieri di guerra. Pronto nel novembre del 1942 in realtà ospitava 250 prigionieri, quasi tutti neozelandesi, destinati alla società S.I.M.E ( Società Idroelettrica Medio Adige) incaricata dei lavori di costruzione del canale Biffis.

La vita dei prigionieri nel campo di lavoro n. 148

I prigionieri non potevano essere impiegati in attività a scopo bellico come la fabbricazione di armi ma solamente per lavori di utilità sociale come la mano d’opera in attività agricole.

I prigionieri godevano di precisi e tutelati diritti come il poter ricevere lettere, libri e pacchi e praticare il culto religioso di appartenenza in assoluta libertà ( fonte: ” If you should be captured these are your rights ” del War Departement degli Stati Uniti). Inoltre dovevano essere vestiti, nutriti e la loro salute controllata e tutelata da una potenza neutrale, il Protecting Power.

Pur in un contesto bellico i campi di prigionia del veronese che dipendevano da Pol furono sempre gestiti nel rispetto della dignità umana. Il Comandante Castelli ci teneva alla disciplina ma non era particolarmente rigido. Ai prigionieri era concessa la possibilità di interagire con i civili: la messa domenicale nell’improvvisata chiesa da campo per esempio, quattro chiacchiere e persino l’accesso ai civili all’ospedale da campo per le cure. Nessun prigioniero cercò mai di fuggire, lasciando il certo per l’incerto rischiando talvolta la vita.

In fondo all’interno del campo le condizioni di sopravvivenza erano assicurate. Il Maggiore Castelli (accusato di essere troppo morbido) concedeva persino ai prigionieri di amoreggiare con le ragazze locali.

Il campo 148 dopo l’8 settembre 1943

L‘8 settembre 1943 i tedeschi occuparono la caserma dei Carabinieri di Bussolengo, il Municipio la Scuola Elementare e nelle settimane successive case, cinema, filande e qualsiasi altro edificio adatto ad ospitare le loro truppe.

Il 9 settembre si presentarono al campo di Pol con due carri armati ad ostacolare ogni tentativo di fuga e depredando di tutto quello che poterono. I prigionieri, incolonnati, vennero fatti incamminare verso la stazione di Domegliara, destinati ai campi di concentramento in Germania.

Alcuni abitanti di Pol, sfidando i tedeschi si precipitarono alla stazione a salutare per sempre quei ragazzi neozelandesi che non avrebbero mai più rivisto. Il campo 148 diventò un campo fantasma, come solo la devastazione e l’incuria possono fare ed oggi ne rimane poco o nulla.

Quello che invece rimane sono le tante storie parallele di solidarietà ed amicizia da parte di nostri concittadini, tanti Schindler e Perlasca paesani che rischiarono la loro stessa vita.

Casa Ufficiali
la casa degli ufficiali del Campo 148, l’unica costruzione rimasta intatta. Foto di Mauro Vittorio Quattrina

Altre info nel libro nel volume BUSSOLENGO IMMAGINI DI STORIA a cura di Ferdinando Montresor

Il campo di lavoro P.G. 148 DI POL – una storia poco conosciuta ultima modifica: 2021-10-11T11:47:07+02:00 da Pamela Zenorini

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